Avere successo all’università – Parte 3 (di 5)

Avere successo all’università – Parte 3 (di 5)
Le capacità metacognitive: autovalutazione e autoregolazione.
A cura della Dott.ssa Marta Pecchi

Leggi anche la parte prima di questo articolo.
Leggi anche la parte seconda di questo articolo.

Con il termine variabili metacognitive ci riferiamo ad elementi piuttosto eterogenei riguardanti, da una parte, la percezione personale delle proprie conoscenze e, dall’altra, le capacità di controllo,  (valutazione e monitoraggio) della propria attività cognitiva (Flavell 1976; Cavanaugh e Perlmutter 1982).

I dati confermano l’esistenza di una stretta relazione tra aspetti cognitivi e metacognitivi: in particolare, studenti con buone capacità metacognitive svolgono i compiti con maggiore competenza ed impegno prolungati, ottenendo così migliori prestazioni.Tra le variabili metacognitive di maggiore interesse ed importanza in ambito di studio emergono l’autovalutazione e l’autoregolazione:

La prima si riferisce alla consapevolezza che uno studente ha del proprio metodo di studio e alla capacità di saperlo applicare in modo flessibile, utilizzando i feedback dati dagli esiti delle prove, correttamente interpretati alla luce della propria preparazione effettiva. Lo studente con difficoltà nella capacità di autovalutarsi tende invece ad applicare strategie rigide senza interrogarsi sulle strategie più efficaci disponibili di volta in volta.

La seconda, di cui il costrutto di autovalutazione costituisce una componente, identifica invece la capacità di uno studente di essere attivamente partecipe del proprio processo di apprendimento dal punto di vista strategico, metacognitivo e motivazionale (Zimmerman,1986). Lo studente autoregolato sa identificare gli obiettivi di apprendimento e i mezzi strategici attraverso cui raggiungerli, in relazione al suo stile individuale, al tipo di testo e alle richieste del compito; possiede flessibilità, indipendenza, buon controllo, competenza ed autodeterminazione; mette in atto costantemente processi di autointerrogazione e autoistruzione sul “come, dove e quando” è più conveniente studiare. Quale conseguenza di tale atteggiamento flessibile lo studente autoregolato tende a percepire livelli superiori di autoefficacia, a esprimere motivazioni di tipo intrinseco e, infine, ad ottenere prestazioni superiori. Le tipiche strategie di apprendimento adottate da uno studente autoregolato sono: elaborare, parafrasare, riassumere, prendere appunti, fare domande, tutte strategie di tipo attivo, mirate alla comprensione profonda del materiale e alla sua interrogazione.

L’applicazione di strategie attive consente dunque di eliminare le distrazioni, mantenere l’attenzione focalizzata e incrementare la percezione di controllo personale. In tal modo, lo studente riesce a sentirsi artefice dei propri risultati di apprendimento, aumentando il proprio impegno strategico e il livello personale di persistenza, che a sua volta si riflette positivamente sull’esito della prestazione, innescando un meccanismo circolare.


Leggi anche la parte quarta di questo articolo.

 

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1 Response

  1. Gianluca Lo Presti ha detto:

    Salve Marta complimenti per gli articoli
    Saluti
    Gianluca

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