Il bullismo

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a cura della Dott.ssa Daniela Romani

Il bullismo oggi è un fenomeno molto diffuso di cui tanto si parla ma che merita un chiarimento per poterlo riconoscere nei suoi molteplici aspetti.

Definizione di bullismo: vi sono atti di bullismo quando uno studente o una persona viene prevaricato o vittimizzato, quando viene esposto ripetutamente nel tempo alle azioni offensive messe in atto da uno o più compagni (Olwens) o, come affermano Sharp e Smith, vi è un abuso sistematico di potere.

Chi è il bullo? Il bullo è una persona con problemi emotivi che prova piacere ad insultare e/o picchiare la vittima di turno. Egli ha un forte impatto psicologico sui coetanei senza però essere capace di una relazione autentica, profonda e duratura. Appare come una persona prepotente ed arrogante ma anche codarda poiché attacca la persona che percepisce più fragile. Oltre a tale caratteristiche c’è da segnalare che il bullo non riesce a cogliere la responsabilità e le conseguenze del suo agire verso gli altri. Dietro la sua apparente sicurezza egli possiede difficoltà relazionali destinate a peggiorare se non cambiano le sue modalità interattive. Goleman afferma che il bullo non riesce a codificare i suoi stati emotivi e di conseguenza agisce in modo istintivo. Inoltre il bullo, con i suoi atteggiamenti dispotici, proietta la sua aggressività sugli altri. Tali aspetti di rabbia interni costituiscono parte dell’identità del bullo con lo scopo di superare le proprie fragilità ed insicurezze.

Vi sono tre tipi di bullo:

Aggressivo: appare spavaldo, sicuro di sé, duro ed insensibile verso i sentimenti altrui.

Ansioso: è sia vittima che bullo, con bassa autostima, ansia ed instabilità emotiva.

Passivo: ha un ruolo gregario nel gruppo e ciò che lo caratterizza non è prevaricare ma appartenere al gruppo, agendo pur sapendo di compiere azioni ingiuste, ma le scopo di tali atti è quello di farsi accettare dal gruppo.

In sostanza le caratteristiche psicologiche, sociali e comportamentali sono etichettatura, criminalità, delinquenza e comportamenti antisociali.

Come aiutare il bullo? Un adulto dovrebbe trasmettere fiducia, sicurezza e valori in cui credere. Bisognerebbe evitare di essere troppo concilianti, attivando dunque i giovani in modo propositivo. Nella maggior parte dei casi il bullo cerca di esprimere con tali atteggiamenti, un malessere profondo, evidenziando così un disfunzionamento della personalità e dello sviluppo affettivo.

Chi è la vittima? La vittima viene scelta in base ad un apparente difetto fisico e/o comportamentale. Essa viene dapprima isolata per renderla maggiormente vulnerabile, e poi resa oggetto di offese, vessazioni, umiliazioni, furti, aggressività fisica.

Come riconoscere una persona vittima di bullismo?

La vittima è spesso in disparte, preferisce la compagnia degli adulti, presenta un calo del rendimento scolastico, manifesta avversione per la scuola, vi sono cambi d’umore e sintomi ricorrenti (ad esempio mal di testa, mal di pancia).

Le vittime iniziano con un calo dell’autostima ed iniziano a colpevolizzarsi del rifiuto degli altri, isolandosi dunque sempre di più. L’aiuto da proporre è l’ascolto di una persona di fiducia.

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