La tecnica del vaso di fiori

dr.campidoriLa tecnica del vaso di fiori
Laboratorio d’arte per scuole elementari
A cura del Dr. Jacopo Campidori

Qualche anno fa lavoravo in una comunità di disintossicazione, e tra le varie attività per gli utenti della struttura c’era “il giorno della pittura”. Uno dei laboratori era “Il vaso di fiori”, che veniva fatto dipingere con una tecnica particolare, che qualche giorno fa ho provato a riadattare per dei bambini di una classe di seconda elementare.

Il laboratorio “Il vaso di fiori”
Per cominciare la classe è stata divisa in due gruppi: al primo venivano forniti solamente matite con colori caldi (rosso, arancione, giallo), mentre al secondo solo colori freddi (blu, azzurro, viola). Entrambi i gruppi potevano utilizzare il verde per disegnare gli steli dei fiori, e il marrone per il vaso.

Ad ogni bambino veniva dato un foglio bianco, su cui disegnare un vaso nella metà inferiore. Potevano usare solamente il marrone, ma erano lasciati totalmente liberi di esprimere il proprio estro per forma e dimensioni.

Una volta che ognuno aveva terminato di colorare il proprio vaso, ai bambini veniva chiesto di passare il foglio al bambino alla propria destra. A questo punto, ognuno poteva disegnare un fiore all’interno del vaso ricevuto (utilizzando solamente i colori caldi o freddi, a seconda del proprio gruppo di appartenenza).

Quando tutto il gruppo aveva terminato di disegnare il proprio fiore, i fogli venivano nuovamente fatti girare verso destra, e nuovamente ogni bambino doveva disegnare un fiore all’interno del vaso ricevuto (che a questo punto già conteneva il fiore disegnato dal bambino alla propria sinistra).

La procedura veniva ripetuta fino a che ogni vaso non aveva fatto un giro completo, tornando nelle mani del legittimo proprietario, non più vuoto come l’aveva creato inizialmente, ma riempito dalla creatività di ogni compagno.

Ognuno doveva completarlo disegnando un ultimo fiore nel proprio vaso, e colorando lo sfondo con pastelli a cera (caldi o freddi).

Considerazioni
Alla fine del laboratorio i bambini, oltre ad essersi divertiti e ad aver imparato la differenza tra colori caldi e colori freddi, avevano avuto modo di sperimentare ed apprendere alcune dinamiche molto importanti.

  1. Un compito così strutturato, poneva i bambini di fronte alla necessità di auto organizzarsi, imparando ad avere pazienza e a rispettare i tempi degli altri. Normalmente, la prima cosa che ogni bambino cercava di fare, era passare il proprio disegno al compagno seduto a fianco, anche se questo non aveva ancora concluso il proprio fiore. Si generava pertanto il caos, i fogli cominciavano ad accavallarsi, alcuni bambini si ritrovavano con tre disegni, altri con nessuno, e l’ordine dei disegni non tornava più. I bambini capivano così, a proprie spese, che l’unico modo di gestire la situazione era attendere pacificamente che tutti avessero concluso il proprio disegno, e che solo in quel modo potevano far girare i disegni i maniera ordinata, rispettando le consegne.
  2. Quando vedevano il proprio vaso tornare nelle proprie mani, non più vuoto ma carico di fiori di ogni tipo, i bambini erano in grado di percepire l’importanza della cooperazione, tastando con mano il valore aggiunto dalla partecipazione di ognuno, la differenza esistente tra collaborazione e individualità, e la grande risorsa rappresentata dal lavoro di squadra.
  3. Infine, i bambini potevano comprendere l’importanza del rispetto dell’altro: nessuno poteva prendere il compito alla leggera, tirando via il proprio lavoro senza impegnarsi, perchè altrimenti avrebbe rovinato anche il disegno degli altri, non solamente il proprio.

 

Note finali

Degne di un’ultima nota sono alcune differenze che ho notato tra i due gruppi.

Il gruppo dei colori freddi è stato più ordinato, avendo puntato tutto sulla competizione, per vincere una gara che fondamentalmente non esisteva. Prestando tutta l’attenzione al bisogno di competere e vincere, c’è stato un amento di precisione a discapito di una creatività, a mio avviso, inferiore.

Il gruppo dei colori caldi, al contrario, è stato più caotico, i fogli si sono mescolati, alcuni vasi contengono più fiori di quanti fossero i membri del gruppo. Ciononostante si nota un estro superiore, più inventiva, come se il caos in qualche modo avesse favorito la libera espressione.

Concludendo, considero questo laboratorio assolutamente adatto per bambini delle scuole elementari, in quanto stimola la loro creatività in modo divertente, e li aiuta nella comprensione di alcune importanti dinamiche (pazienza, rispetto degli altri, lavoro di gruppo) in maniera leggera, senza che neppure se ne rendano conto.

Clicca per vedere:
I lavori coi colori caldi
I lavori coi colori freddi


Jacopo Campidori, Psicologo e Psicoterapeuta di orientamento Cognitivo-Costruttivista. E’ nato nel 1978 a Firenze, dove attualmente vive e lavora. Direttore della rivista on-line di Psicologia “GliPsicologi.info“. Pratica la libera professione (terapia individuale con adulti, adolescenti e di coppia) presso il suo studio a Firenze.
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Email: jacopo.campidori@glipsicologi.info

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