Partner infedeli?

Dimmi come parli e ti dirò quanto sei infedele.

Una ricerca canadese della McMaster University ha dimostrato che il tono della voce è un ottimo predittore dell’infedeltà del partner.

Gli uomini con la voce bassa e le donne con la voce acuta sarebbero più predisposti al tradimento.

Secondo la ricercatrice Jillian O’Connor questo sarebbe dovuto alla quantità di ormoni presenti: quantità maggiori di testosterone producono una voce bassa negli uomini, e maggiorni quantità di estrogeni danno alle donne una voce più acuta.

Pertanto attenzione: più la voce del vostro partner risulta attraente, maggiori probabilità avete di essere traditi!

  • O’Connor, J.J.M., Re, D.E., & Feinberg, D.R. (2011). Voice pitch influences perceptions of sexual infidelity. Evolutionary Psychology, 9, 64-78.

 

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5 Responses

  1. Annalisa ha detto:

    Ho una domanda,perche’ la maggior quantita’ di ormoni sessuali dovrebbe portare al tradimento e non ad una vita sessule piu’ attiva con il partner?

    Grazie!

  2. Dr. Gerry Grassi ha detto:

    Alcuni, a ragione, sostengono che molto probabilmente l’uomo non è stato “programmato” per relazioni che si protraggono così a lungo nel tempo. E’ piuttosto una costruzione sociale dai risvolti etico/morali. Biologicamente è altamente probabile che la “mission” umana sia semplicemente la procreazione e quindi la conservazione della specie, e non la conservazione della coppia, che una volta esaurito il compito biologico educativo minimo affinché i figli possano procedere da soli, potrebbe scomporsi e dare spazio a nuove possibilità genetiche.

    Dr. Gerry Grassi Psicologo

  3. Dr. Jacopo Campidori ha detto:

    Non credo che il motivo sia esclusivamente biologico/genetico: esistono molte specie animali che vivono relazioni monogame, senza per questo dimenticarsi della conservazione della specie.

    Credo piuttosto che il motivo di una maggior tendenza al tradimento sia legato al fatto che un aumento ormonale oltre a portare ad un maggior desiderio, porta con se anche ad un aumento della probabilità di cedere di fronte alle tentazioni.

    Tendenzialmente questo maggior desiderio potrebbe risolversi in una vita sessuale più attiva col partner, come suggerisce Annalisa, a patto però che non entrino in ballo tutta una serie di dinamiche che spingono il desiderio in un’altra direzione.

    Ad esempio problemi di coppia. Mancanza di intesa sessuale. Mancanza di comunicazione. Problemi individuali di uno dei due partner. Sentimenti di rancore, di incomprensione.

    Problemi che possono portare l’individio a rivolgere le proprie attenzioni al di fuori della coppia, nella speranza di risolvere alcune dinamiche che in altro modo non sarebbe in grado di risolvere, o nella speranza di trovare ciò che all’interno della coppia non riesce a trovare.

    In poche parole:
    più testosterone = più desiderio;
    più desiderio = più bisogno di soddisfarlo;
    se questo desiderio non viene soddisfatto il passo verso il tradimento può essere breve.

    Dr. Jacopo Campidori – Psicologo

  4. Annalisa ha detto:

    Grazie delle vostre risposte, personalmente dopo due anni di studi psicologici ho intrapreso la carriera di Biologa marina, quindi immaginavo il nesso con le necessita’ biologiche, ma spero di poter vedere sempre piu’ umani in grado di usare tutto il loro potenziale biologico e non, per risolvere le questioni di disaccordo interne alla coppia e vivere una vita felice, che sia monogama o no! 😉 buon lavoro!

  5. AiViA ha detto:

    In passato si è creduto che il 4% delle specie animali fossero monogame, e questo è servito anche per dare una parvenza di scientificità al mito culturale della monogamia umana.

    Oggi grazie ai test sul dna sappiamo che fino al 70% dei figli di queste specie considerate monogame sono “illegittimi” per usare un termine antropomorfizzato.

    Sappiamo anche che il lupo alpha e la lupa alpha non sono davvero monogami, ma la femmina emette un feromone potente che blocca l’estro a tutte le altre lupe, quindi il maschio si trova in un inferno: se da una parte di tutte le lupe che potrebbe desiderare, solo una è in estro, dall’altra tutti gli altri maschi la desiderano perché è l’unica a mandare un forte richiamo sessuale. Per questo motivo finisce per stare sempre con lei e a dormirle sopra, per evitare che gli altri la prendano. Noi abbiamo in passato antropomorfizzato quel dormirle sopra come un gesto romantico da luna di miele, ma si tratta di protezione dell’investimento biologico, e…nonostante questo…a volte il lupo maschio proprio si addormenta. E i cuccioli non sono tutti suoi.

    Il pinguino degli scogli è altrettanto simpatico, ritenuto per molti anni l’emblema della monogamia, passa le giornate a cercare sassi per il nido, mentre la femmina aspetta. Quando torna con un sasso, trascinato tra i piedi, scopre con piacere che ci sono più sassi di quelli che ha portato. Forse pensa che la femmina abbia contribuito e se ne rallegra. Quei sassi in più significano semplicemente che i figli probabilmente non saranno suoi: la femmina si concede a chi le porta un sasso.

    Gli esempi sono tantissimi, e spesso poco conosciuti, su wikipedia per esempio alla voce monogamia si parla del lupo…

    Ma la domanda è: davvero nel 2012 dobbiamo ancora vivere di ipocrisie e sentirci recisi dentro tra quello che sentiamo di voler fare e quello che ci si aspetta da noi?

    Davvero se esiste un 10% di umani tendenzialmente monogami (anche per scarsa dotazione di ormoni sessuali)è l’altro 90% a doversi adattare culturalmente?

    Davvero un mito nato quando la vita media era di 35 anni e la prostituzione legale e frequentatissima deve essere ancora attuale con una vita media che sfiora gli 80?

    E in ultima analisi, visto che ho diverse esperienze in tal senso tra le persone che ho conosciuto nella vita: davvero nel 2012 un omosessuale deve ancora sposarsi con una donna per non sfigurare in società, nonostante sia facilissimo oggi fare outing e vivere una vita piena e soddifacente in ogni campo?

    Questo lo chiedo perché ho conosciuto diverse realtà in cui un uomo considerato monogamo e fedele aveva in realtà un amore platonico, poco o per nulla sessuato, con una donna che stimava ed ammirava forse in senso emulativo, e poi viveva la propria sfera sessuale e sentimentale con gli uomini, lontano dai sospetti di chiunque.

    Ecco, in alcuni casi alla base della monogamia maschile ci sono storie come questa, e al contempo ho spesso incontrato alla base della monogamia femminile un “superio”, un giudice interno, un tappo fortissimo, basato su convinzioni su vite oltre la morte, religioni, o altre forme di brainwashing su base familiare e culturale, spesso sfociante in nevrosi e manie di ogni tipo, dall’ipocondria (forse una difesa contro il proprio desiderio di varietà sessuale) alla tricotitillo mania a vere e proprie manifestazioni di cattiveria immotivata con scatti d’ira apparentemente ingiustificati.

    E io questo non lo sopporto nemmeno in una partner. Preferisco essere “tradito” (parola assurda) che vedere una splendida forma di vita votata alla sopravvivenza e alla riproduzione spegnersi lentamente sotto la spinta contrastante di cultura e biologia.

    Ora…l’ultima domanda sensata sarebbe: a chi giova?

    A chi è giovata e giova nella storia tutta questa separazione interna degli esseri umani, questa sofferenza? A chi giova il bisogno di comprare cose inutili pur di sentire meno dolore? Una persona appagata non reagisce alle pubblicità. A chi giova l’esistenza di persone che si sentono sempre in colpa e cercano assoluzione e penitenze? (che fino a qualche anno fa erano somministrate secondo un tariffario).

    A chi giova il mito della monogamia sarebbe la domanda utile quando si affronta l’argomento. Secondo me.

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