Stalking e stile borderline

Stalking e stile borderline
a cura della Dott.ssa Fernanda Zanier

 

Mai come in questo periodo la parola Stalking è diventata d’uso comune, ma forse pochi conoscono le gravi conseguenze che questo tipo di atteggiamento ha sulle vittime prescelte, quando non si arriva al delitto.

Lo stalking è principalmente un comportamento intrusivo, controllante e reiterato nel tempo, rivolto ad una o più persone ritenute desiderabili ed inavvicinabili; lo scopo è limitarne la libertà ed al contempo soddisfare il desiderio di vicinanza e possesso; questo comportamento persecutorio viene spesso incluso nei sintomi tipici del disagio borderline, ne rappresenta il versante psicotico ed in quanto tale, non è facilmente dialogabile.

Lo si può ascoltare, ma come il canto delle sirene tenderà ad innescare un forte coinvolgimento emotivo caratterizzato da rabbia, collera e senso di impotenza.

“Io non sono amabile” – pensa lo stalker – “ma se lo/la controllo, limitando le sue possibilità di scelta, forse allora la sua scelta potrei essere io”. La durata del delirio e la reiteratezza dei comportamenti persecutori sono un indice della gravità del disagio.

Lo stalker alterna comportamenti seduttivi e persecutori.  Il rifiuto è il tema di vita di questa persona. Ha imparato da piccolo che per avere attenzioni dalla madre deve soddisfare i suoi desideri e per questo ne controlla con angoscia i comportamenti; da adulto, il copione del controllo con richiesta d’amore coercitiva,  sarà innescato dal rifiuto da parte di una persona significativa. Sovente la scelta del partner ricade su persone con caratteristiche di personalità simili a quelle della madre.

Lo stalker attua il controllo come strumento coercitivo per ottenere amore; allo scopo utilizza strategie manipolatorie quali la menzogna, la calunnia, la dissimulazione. Quando la vittima lo allontana, il copione infantile si rafforza, subentrando uno stato delirante (l’altro diviene i suo pensiero fisso) che lo renderà ancora più insistente e lamentoso, sino ad arrivare in taluni casi all’omicidio, per riscattarsi. Annientando l’altro uccide la madre odiata.

Cosa fare: evitare da subito ogni contatto con la o le persone moleste, non aspettare cioè che i comportamenti persecutori divengano pressanti; rivolgersi da subito alle associazioni ed alle forze dell’ordine; creare una rete di protezione tra familiari, amici e conoscenti. Non isolarsi.

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1 Response

  1. sara ha detto:

    Gentile dottoressa,
    Qualche anno fa sono stata vittima di stalking da parte di un ex fidanzato borderline. Ora non ho più contatti con lui, ma vivo sempre nell’angoscia che la sua ossessione possa ripresentarsi. Mi chiedo se questa paura sia fondata o se, come ho letto in più articoli, sia vero che placata l’aggressività iniziale si viene davvero dimenticate.
    La ringrazio.

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