Crisi post-partum

Crisi post-partum

Buongiorno, mi chiamo Giada e stamane dopo l’ennesimo accaduto ho deciso di trovare aiuto, o almeno di cercare di capire se ne ho bisogno davvero o se io, per mia natura, enfatizzo ogni situazione. Dunque, non so da dove cominciare, non è nemmeno qualcosa che si può sintetizzare troppo, visto che affonda le sue radici nel 2008, l’anno in cui mi sono sposata.
Proverò a sintetizzare subito la cosa dando un nome al mio problema per poi partire da lì: ho 2 splendidi bambini, di 3 anni l’uno e 9 mesi l’altra, e da un pò di tempo sto cercando di capire il perché del mio comportamento a tratti aggressivo e poco materno nei confronti del mio primo bambino.


dr.campidoriRisponde il Dott. Jacopo Campidori

Cara Giada,
Ho letto con attenzione la sua lettera, notando il profondo senso di malessere che sta vivendo. Comprendo molto bene la sua situazione, la stanchezza fisica e psicologica che si è accumulata in questi tre anni e che la spingono a reazioni che preferirebbe non avere, a pensieri che preferirebbe non fare, ad azioni che non riconosce come proprie e che poi le gettano in un profondo senso di colpa.

Nella la sua lettera ha esposto un quadro abbastanza chiaro di problematiche di coppia e di gestione familiare che purtroppo difficilmente può risolvere da sola, chiedendo  un parere in merito alla necessità di un intervento psicologico. Se vuole una risposta schietta, le rispondo che trovo assolutamente sensata la sua richiesta, dal momento che penso che lei si trovi attualmente in bilico su una crisi che, se non viene affrontata tempestivamente, potrebbe sfociare in conseguenze ben più gravi (depressione, esaurimento nervoso). Penso che il bisogno di aiuto che lei cerca sia legittimo, anche nel caso che lei stesse solo “enfatizzando ogni situazione”. Quello che deve comprendere è che non è importante se la situazione è effettivamente pericolosa o se la sua è solamente una “spasmodica ricerca di qualcosa che non va”: quello che è importante, che va tenuto in considerazione, è il suo vissuto personale, è che lei in questo momento si trova in una stato di necessità, uno stato in cui ha assolutamente bisongo di qualcuno che possa indicarle una strada, che possa aiutarla a trovare una via per muoversi in questa situazione. Non le sto dicendo che in lei c’è qualcosa di sbagliato, che lei è malata, ma solamente che se la situazione è diventata insostenibile, se pensa che tutto le stia sfuggendo di mano, l’idea di rivolgersi ad uno psicologo in un momento di crisi andrebbe preso in seria considerazione.

Purtroppo non posso aiutarla granchè tramite una mail, posso solo suggerirle di rivolgersi ad un esperto (ad esempio uno psicologo) che possa tenderle quella mano di cui in questo momento ha bisogno, e che le permetta di far luce su alcune questioni che non riesce a risolvere da sola, che la permetta di rientrare in carreggiata e proseguire sulle sue proprie gambe.

In linea di massima, mi sentirei di suggerirle due alternative: decidere di affrontare un percorso di coppia (terapia di coppia, familiare) che vi permetta di risolvere alcune dinamiche in atto fra di voi, oppure affrontare un percorso individuale che le permetta di far chiarezza in alcuni suoi propri vissuti, sentimenti, stati d’animo, che non riesce o non vuole affrontare, o che trova particolarmente ostici.

Deve capire che per rivolgersi ad un aiuto specialstico non bisogna essere dei casi clinici, uno stato di malessere emotivo e psicologico (ad esempio la perdita di una persona cara) può essere più che sufficiente: se ne sente la necessità, allora non si tiri indietro, non aspetti che la crisi che sta provando diventi ingestibile, non aspetti di esplodere in maniera irreparabile, e si rivolga ad uno psicologo, che la possa aiutare, anche solamente dandole uno spazio per potersi aprire su alcune tematiche che in famiglia non riesce ad esporre, uno spazio in cui si possa sentire a suo agio per esporre i suoi dubbi, uno spazio a lei dedicato dove un esperto possa ascoltarla ed aiutarla a trovare la migliore soluzione per lei.

Nella speranza di esserle stato d’aiuto,
Le porgo i miei più cordiali saluti,
Dott. Jacopo Campidori, Psicologo.


Jacopo Campidori, Psicologo e Psicoterapeuta di orientamento Cognitivo-Costruttivista. E’ nato nel 1978 a Firenze, dove attualmente vive e lavora. Direttore della rivista on-line di Psicologia “GliPsicologi.info“. Pratica la libera professione (terapia individuale con adulti, adolescenti e di coppia) presso il suo studio a Firenze.
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Email: jacopo.campidori@glipsicologi.info


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