giovedì 02 ottobre 2014

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La sindrome di Medea

La sindrome di Medea
A cura della Dott.ssa Agata Gallo

La Medea di Euripide è una delle più disperate ed eroiche tragedie greche: è l’esempio classico di ratio e furor, mens e cupido.

Medea è figlia della maga Circe, dalla quale eredita i suoi poteri magici. Innamoratasi di Giasone, lo aiuta ad impossessarsi del vello d’oro arrivando persino ad uccidere il proprio fratello, in modo che il padre, intento a raccogliere i resti del figlio, non possa impedire la fuga degli Argonauti e di Medea stessa, che in seguito sposerà il suo amato.

L’irriconoscenza di Giasone fa sì che questo, dopo qualche anno, ripudia Medea, innamorandosi di un’altra donna giovane e bella e mostrando il suo interesse a sposarla: Medea si tormenta dal dolore e prepara la sua vendetta fingendo una riconciliazione: tesse il vestito di nozze per la nuova moglie intriso dei più mortali veleni, la poveretta morirà appena indossato tra le più strazianti grida. La vendetta di Medea non si arresta, lacerata dall’odio uccide anche i propri figli, come discendenza e sangue di Giasone, baciandoli prima più volte.

L’uccisione dell’innocente è il fatto di cronaca più impressionante nella nostra civiltà, specialmente quando a commetterlo sono le stesse madri: il caso si riempie di psicologi e psichiatri in cerca del seme della follia che ha fatto nascere la malattia mentale, a sua volta interpretata come causa, movente e attenuante.

La Sindrome di Medea viene menzionata solamente in relazione al dramma dell’uccisione dei figli.
Jacobs (1988) invece metaforizza l’uccisione, definendo come “Complesso di Medea” il comportamento materno finalizzato alla distruzione del rapporto tra padre e figli dopo le separazioni conflittuali:  così l’uccisione diventa simbolica e ciò che si mira a sopprimere non è più il figlio stesso ma il legame che ha con il padre.

L’abuso emotivo nei confronti dei figli inizia quando, durante una separazione conflittuale, gli ex coniugi coinvolgono i propri figli in una “gara di lealtà” (Byrne, 1989) forzandoli a scegliere il genitore preferito, a parteggiare, a formare una nuova famiglia chiusa con uno solo dei genitori; nei soggetti di età compresa tra i 9 e i 12 anni questo fenomeno è stato definito “allineamento del minore con un genitore” (Wallerstein e Kelly, 1980): subdolamente i genitori trattano come confidenti i figli costringendoli ad una innaturale scelta, con la finalità di escludere l’ex coniuge dalla loro vita.

Le madri sono genitori “alienanti” molto più frequentemente di quanto lo siano i padri (Gardner, 1988), terminologia ripresa dalla PAS (Parental Alienation Syndrome), la Sindrome di alienazione genitoriale (Buzzi 1997, Gullotta 1998), ovvero indottrinanti e afflitte da odio patologico ai danni dell’altro, prese in una campagna denigratoria non sostenuta da elementi realistici. Naturalmente è fondamentale il ruolo svolto anche da tutti coloro, familiari e non, che si schierano dalla parte del genitore alienante (Gardner, 1985).

Purtroppo l’esposizione ripetuta ad abusi in età evolutiva in questo senso, può determinare la comparsa di alcuni meccanismi di difesa propri della patologia borderline, per esempio l’onnipotenza, la svalutazione e la dissociazione (Burgess, 1987), oppure altri effetti a lungo e breve termine riscontrati sui figli, come aggressività, egocentrismo, futuro carattere manipolatorio, comportamenti autodistruttivi, falso sè, disturbi alimentari, depressione e scarso rendimento scolastico (Gullotta, 1998).

Le madri Medea sono afflitte da gelosia patologica e, nel trattare la gelosia come un sentimento, non si può non sottolineare il carattere intenso e la sua progressiva intensificazione, oppure considerla anche come una passione (visto che deriva dal greco “patire”, pathêin), in quanto il geloso non agisce, ma subisce (van Sommers, 1993), o più precisamente prima di agire subisce.

Evidentemente l’attore principale di questa nuova tragedia moderna è la forza del fantasma della perdita, che risiede in ogni individuo e nel proprio vissuto di mancanza; così se il partner sentimentale è il rappresentante simbolico dell’Altro, e se è il riconoscimento da parte dell’Altro (quindi del partner) che caratterizza il soggetto e lo rende unico, è inevitabile che in una situazione di promiscuità del partner il fantasma della perdita si ripresenti puntuale, mantenendo il soggetto sotto costante minaccia di annientamento, riversabile facilmente prima verso il partner, poi verso il suo simbolo: i figli.

E se la gelosia è comunemente considerata il sale della vita, l’unico interrogativo che rimane quando questo sale ha una pressione tale da far scoppiare la saliera, è quello di riuscire a trovare il modo di ri-contenerlo nella maniera più efficente e salvifica.

“La gelosia nasce sempre con l’amore, ma non sempre muore con lui.” (Francois de La Rochefoucauld )
“A mio parere, studiando i disturbi più gravi potremo illuminare anche ciò che rimane oscuro nella spiegazione dei disturbi più leggeri.” (S. Freud)

Bibliografia
American Psychiatric Association (1994) DSM-IV- Diagnostic and Statistic Manual of Mental Disorders, 4th ed.
Medea (431 a.C.), di Euripide
Münchausen Syndrome by Proxy, (1982), Meadow SR., Archives of Disease in Childhood, 57.
La gelosia un approccio a più livelli, Francesco Albanese.
Le famiglie maltrattanti, (1989), Cirillo S., Di Blasio P., Milano, Cortina.
La sindrome di alienazione genitoriale, Buzzi I. (1997).
La sindrome di alienazione genitoriale (PAS): psicopatologia e abuso dell’affidamento nelle separazioni, Mario Andrea Salluzzo
Le famiglie maltrattanti, (1989), Cirillo S., Di Blasio P., Milano, Cortina

Medea (431 a.C.), di Euripide
Münchausen Syndrome by Proxy, (1982), Meadow SR., Archives of Disease in Childhood, 57.

Separazione, divorzio e affidamento dei figli, Giuffré, Milano, II Ed., pp 177-188.

Otello e la mela. Roma, D’Urso, V. (1995).  La Nuova Italia Scientifica

Commenti e risposte

14 risposta a “La sindrome di Medea”

  1. lobo scrive:

    la teoria di Gardner è considerata un “scienza-spazzatura” da parecchi professionisti e da autorevoli associazioni. Nessuna associazione professionale, ha riconosciuto la PAS come una sindrome medica o come un disturbo mentale, non è elencata nell’ American Psychiatric Association’s DSM . Non è elencata nella Classificazione ICD dell’Organizzazione mondiale della sanità. Non è riconosciuta dall’American Medical Association. Recentemente l’Associazione Neuropsichiatrica Spagnola si è duramente pronunciata contro questa presunta sindrome, definendola “castillo en el aire” (http://www.aen.es/docs/Pronunciamiento_SAP.pdf)
    Negli USA, dove questo concetto è nato, i Tribunali stantunitensi non ammettono più testimonianze su questa presunta sindrome. (http://www.ndaa.org/ncpca_update_v16_no7.html)
    Inoltre consiglio vivamente di leggere “Medea” di Christa Wolf, che con l’aiuto di altre studiose rintraccia le fonti sul mito antecedenti la tragedia di Euripide. “Infatti, che Euripide avesse manipolato la vicenda per assolvere gli abitanti di Corinto – colpevoli di aver massacrato i figli di Medea – emerge anche dalla storiografia antica, onorario compreso: quindici talenti d’argento, ricorda Robert Graves, sarebbero stati versati al drammaturgo per questa storia di disinvolta cosmesi di stato, utile per presentare al meglio Corinto sulla scena del teatro greco durante le feste di Dioniso” (dalla postfazione di Anna Charloni).
    Il mito viene reinterpretato, come è proprio dei miti. Ma Christa Wolf lo fa con una consapevolezza storica e letteraria che rende il suo romanzo veramente di ampio respiro, un esempio di come si possa ancora dialogare col mondo antico, così vicino e al tempo stesso diverso da ritrovare intatta la sua capacità di provocare emozioni e di far riflettere su temi di respiro universale.Il romanzo racconta la vicenda di Medea attraverso sei voci. Sono le voci della stessa Medea, di Giasone, di Glauce, di Acamante, di Leuco, di Agameda.
    Attraverso le voci la sua storia viene raccontata, composta e ricomposta nei suoi elementi, in ciò che è stato tramandato e in ciò che è rimasto sepolto.
    In Euripide Medea rappresenta la violenza irrazionale contrapposta alla razionalità patriarcale della civiltà greca. Christa Wolf ribalta questa lettura. Medea è depositaria di un sapere più vicino all’esperienza, ai sensi. Un sapere che non conforta la “razionalità” del potere, che si rifiuta di condividerla. E’ questo suo diverso sguardo che le fa scoprire la menzogna e la violenza su cui è basato il potere, sia nella nativa Colchide sia a Corinto. Ecco perché tradisce il padre consentendo a Giasone di conquistare il vello d’oro; ecco perché la sua presenza a Corinto diventa a un certo punto intollerabile. Da qui ha inizio la persecuzione e la sconfitta di Medea. Invidie, paure, ambizioni si scatenano contro di lei, la straniera, la donna saggia, la maestra, la guaritrice. Attraverso le voci capiamo le ragioni di tutti, ma soprattutto i meccanismi del potere e della violenza.
    Saluti, Lobo.

  2. Agata Gallo scrive:

    Grazie davvero per questo interessante e documentato intervento, inoltre i link che Lei ha fornito sono ottimi spunti per un approfondimento.
    Per quanto riguarda il libro “Medea” di Christa Wolf che Lei suggerisce, credo che oggi stesso farò una ricerca nelle librerie della mia zona.
    Mi fa piacere trovare un lettore che sta conducendo in questo campo una ricerca, la mia mail personale è agata_gallo@hotmail.it nel caso volesse contattarmi in privato.

  3. lobo scrive:

    Per un altra interessante lettura sul tema della maternità anche negli aspetti più nascosti e difficili, mi permetto di consigliare anche “nato di donna” di Adrienne Rich (garzanti).

  4. Noemi scrive:

    Dato che devo fare la tesina per la maturità classica e ho scelto come argomento L’aggressività,ho trovato molto interessante questo approfondimento…Io ho studiato la medea in lingua greca e devo dire che è veramente bellissima. In ogni caso,a tutti coloro che sono interessati a letture sulla maternità,consiglio vivacemente di leggere VENUTO AL MONDO di Margaret Mazzantini.Qui si evince la dura condizione di madre e il ruolo principale del figlio…
    Bello davvero.

  5. ike scrive:

    a pensare male si fa peccato,ma spesso ci si azzecca.g andreotti

    chissa’ perche a parlare male della pas sono quasi solo donne
    e chissa perche il 95% delle denuncie di abusi e/o maltrattamenti in fase di separezione risultano di donne…e risultano false

  6. Monex scrive:

    Subito dopo scriveremo chi lha inventata e perch …In italia numerosi e figli e figlie rivendica quei figli e se non li ottiene decide comunque di segnalare ai servizi sociali la madre in quanto inadeguata…..Sono numerose.le perizie psichiatriche realizzate sui bambini su segnalazione dei.padri separati. Fanno riferimento ad una fantomatica sindrome di.alienazione genitoriale che deriverebbe in molti casi da accuse di un.genitore verso laltro…..La sindrome si.definisce in un disagio che i figli proverebbero nella situazione in.cui un genitore li mette contro laltro.

  7. Marco LS scrive:

    La “gara di lealtà” è rappresentata nella Medea di Grillparzer.

  8. Marco LS scrive:

    Kristeva (1987): dalla donna l’abbandono da parte del partner viene vissuto come un attacco alla sua genitalità ed equivale a una castrazione.

  9. dom scrive:

    Non vorrei contraddire Lobo, ma mi risulta che la PAS sia riconosciuta da associazioni mediche e professionali, http://www.alienazione.genitoriale.com/pas-abuso-infanzia-sinpia/, risulta che la PAS sia riconsciuta dai Tribunali Italiani (Corte d’Appello Firenze 2009 http://paternita.info/downloads/sentenze/0902-appello-pas.pdf), legge in Brasile (Governo Lula) http://www.alienazione.genitoriale.com/dal-brasile-una-lezione-ai-negazionisti-della-pas-dott-v-vezzetti/, altra documentazione utile http://www.alienazione.genitoriale.com/%E2%80%9Cla-pas-e-le-problematiche-separative%E2%80%9D-di-giordano-e-vezzetti/, pero’ la cosa che piu’ mi insospettisce quasi da venir bollata come “informazione deviata” vista la mia discreta conoscenza degli USA,e’ il riferimento ai tribunali USA,http://thoughtsongod.wordpress.com/2008/08/24/court-rulings-that-have-recognized-parental-alienation-syndrome/. Come al solito, stiamo vedendo film diversi. C’e’ anche chi ad oggi non riconosce la Shoah, tutto e’ possibile.

  10. dom scrive:

    ad integrazione messaggio precedente sugli USA, visto che il 25 Aprile e’ stato proclamanto giorno del riconoscimento dell’alienazione parentale, forse questi due link possono aiutare a capire meglio la portata del fenomemo P.A.S.
    http://www.paawarenessday.org/
    USA e Canada- Stati e Citta’ dove e’ ufficialmente riconosciuta con tanto di proclama autentico la PAS. http://www.paawarenessday.org/proclamationsALL.asp

    Informarsi per credere

  11. Massimo Rosini scrive:

    Gentile sig.ra lobo lei èmolto male informata la stragrande maggioranza dei professionisti riconosce l’Alienazione Genitoriale dibattendo unicamente se chiamarla PAS o PAD; quest’ultima ipotesi sembra riscuotere più consensi ed è come Parental Alienation Disorder che l’Alienazione Genitoriale verrà inclusa nel DSM-V. Il prof. Bernet di Baltimora ha raccolto le fonti che negano L’alienazione Genitoriale e quelle che la riconoscono; i “parecchi professionisti” che la considerano spazzatura sono “ben” nove tra cui un certo Jorge Corsi condannato a tre anni per pedofiliain Spagna, gli altri sono “solo” 594. In Audizione in commissione Giustizia del Senato L’ORDINE NAZIONALE DEGLI PSICOLOGI ha riconosciuto l’Alienazione Genitoriale così come pure la SINPIA Società Italiana di Neuropsichiatria per l’Infanzia e l’Adolescenza nelle”linee guida contro gli abusi” ha riconosciuto la PAS (chiamandola proprio cosi in attesa che ci si accordi sul nome) come un grave abuso psicologico sul minore. Il fenomeno dell’Alienazione Genitoriale, sindrome, disturbo o come preferisce chiamarla è conosciuta dalla notte dei tempi come il Mito di Medea, formatosi molte migliaia di anni prima di Cristo, dimostra senza possibilità di equivoco; l’Associazione Neuropsichiatrica Spagnola ha solo duemila iscritti; perchè, se vuole restare in Spagna non cita l’Associazione Spagnola degli Psicologi che di iscritti ne ha 45000(!) e riconosce la PAS? Euripide sarebbe stato pagato 15 talenti d’argento? Ma lo sa che, durante la Guerra del Peoloponneso, con un talento si pagava il funzionamento (manutezione riparazione calafatura ecc.) compreso l’equipaggio (vitto, salario…) di una nave da guerra per un mese? Si informi signora Lobo: è meglio per tutti a cominciare da lei…

  12. saul scrive:

    Aggiungerei alle documentate e precise parole di Massimo Rosini, che si può essere alienati anche da madri. E’ raro, ma capita purtroppo.
    Mettere, invece, in cattiva luce l’ex partner agli occhi dei figli è una manovra diffusissima, che per fortuna raramente diventa alienazione.
    Alla sig.ra Lobo credo non serviranno molto le precisazioni ricevute. Si sente rassicurata dal proprio rancore e dalle proprie convinzioni. Spiace per lei e per i suoi figli, se ne ha.

  13. Sandra scrive:

    Ancora la PAS? e la bufala della giornata dell’alienazione parentale? Non si può prendere di un presunto studioso come Gardner (si è autopubblicato tutti i suoi testi e ed era solo uditore alla Columbia e non docente) solo ciò che piace, quindi aggiungiamo che Gardner giustificava la pedofilia e sconsigliava alle madri che si accorgevano di avere un compagno che abusava i figli di denunciarlo.Il rapporto sessuale adulto-bambino per lui non solo era possibile, ma non traumatizzava i bambini. Vorrei che questi psicologi che apprezzano Gardner avessero il coraggio di abbracciarlo in toto, pubblicizzando l’interezza del suo pensiero e non soltanto ciò che fa loro comodo per continuare a lucrare come esperti nelle cause di separazione o di abusi intrafamiliari. Gardner fa assolvere i padri pedofili perchè teorizza che le madri sono sempre pazze o alienanti. Esemlpare è la telefonata registrata da una madre vittima di una perizia che la definiva “pazza” mandata in tv: la famosa psichiatra (fiera sostenitrice della PAS) dice testualmente alla mamma disperata:” quando facciamo le perizie di parte scriviamo quello che vuole il cliente e non la verità”. Quante perizie ha firmato questa psichiatra nella sua carriera? Centinaia.

  14. Masssimo Rosini scrive:

    Eccone un’altra, la signora Sandra che si informa nei talk show. Gardner era professore ( volontario ma pur sempre docente) alla Columbia University, giustificava così tanto la pedofilia che in un’epoca in cui c’era una forte corrente di pensiero che riteneva i pedofili recuperabili lui escludeva questa possibilità, li riteneva una iattura per la società e li voleva tutti in galera! Detto da Gardner personalmente.Quanto alla Psichiatra che scrive quello che vuole il cliente lo stesso discorso vale all’opposto ovvero il CTP del genitore alienante ( ossia abusante) nega che lo sia. Non mi pare una grande scoperta che avvocati e periti sostengano le tesi dei clienti anche quando non sono vere… quanto al famoso DSM si tenga presente che al paragrafo v61.20 è codificato il distubo di relazione tra genitori e figli che coincide perfettamente con l’Alienazione Parentale. E’ proprio necessario spiegare quanti e quali problemi e patologie comportino i problemi relazionali tra genitori e figli?

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