Avere successo all’università – Parte 4 (di 5)

Avere successo all’università – Parte 4 (di 5)
Il costrutto di motivazione .
A cura della Dott.ssa Marta Pecchi

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Leggi anche la parte seconda di questo articolo.
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La motivazione ad apprendere non rappresenta un costrutto unitario, ma può essere considerata come un insieme di esperienze soggettive, di origine intrinseca o estrinseca, quali gli obiettivi, le aspettative, i valori, i processi emotivi, gli interessi personali, le attribuzioni formulate in situazioni di successo e insuccesso, che conducono un individuo ad imparare (De Beni, Moè, 2000).

La prima teoria motivazionale che contempla l’importanza della componente emotiva e che ha avuto implicazioni in ambito di apprendimento è quella che è stata proposta da Atkinson nel 1964: secondo l’autore la motivazione alla riuscita dipende da due tendenze motivazionali contrapposte, speculari o potenzialmente conflittuali; una tendenza al successo, definita anche come speranza di riuscita ed una motivazione ad evitare il fallimento, definita altrimenti come paura dell’insuccesso. La prima porta a volere affrontare i compiti e le prove, la seconda porta invece ad un atteggiamento di ritiro e fuga nei confronti delle situazioni, alla poca persistenza, alla noia e dunque alla demotivazione. Per spiegare nel concreto le modalità di scelta di una persona che deve decidere se affrontare o abbandonare un compito, ad esempio una prova d’esame, Atkinson (1957) ha proposto il cosiddetto “modello delle scelte a rischio”: secondo tale modello l’individuo considera, in base alla stima della difficoltà del compito che ha di fronte, la probabilità di successo da una parte e l’incentivo dall’altra, ovvero l’emozione anticipata, fattori questi ultimi legati da un rapporto moltiplicativo inversamente proporzionale. Tale rapporto può essere presentato sotto forma di un grafico ad U rovesciata, che rappresenta la motivazione di un individuo: il suo valore complessivo e dunque la spinta al compito cresce fino a quando la difficoltà del compito diventa sufficientemente alta da procurare un aumento del rischio di fallimento e il prevalere del timore di fallire, nonostante l’incentivo per la riuscita sia altamente positivo, e dunque uno stato di demotivazione.

Un altro importante modello in ambito di motivazione è stato proposto da Eccles (1983) e definito come modello di “ aspettative- valori” (expectancy- value). Secondo tale modello la motivazione è un elemento cruciale in ambito di studio e apprendimento in quanto influenza indici quali la scelta del compito e la prestazione stessa. Il valore complessivo di motivazione che un individuo ha nei confronti di un certo compito dipende dal prodotto delle aspettative che egli nutre e  del valore attribuito alla prova: essa è dunque il risultato di percezioni interne che la persona ha circa la difficoltà del compito e le proprie capacità di affrontarlo. A loro volta tali aspettative sono influenzate pesantemente da indici passati quali le attribuzioni fatte in precedenti situazioni di apprendimento, le aspettative degli altri nei suoi confronti, la percezione, attuale e ideale, che lo studente ha di se stesso.

Leggi anche l’ultima parte di questo articolo.

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