Inside Out

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A cura del Dr. Jacopo Campidori

 

Su Inside Out è stato detto tutto.

Che è un film bellissimo, colorato, divertente, istruttivo. Che descrive in maniera comprensibile e leggera il funzionamento del cervello, seppur in maniera semplificata. Che permette di comprendere l’importanza delle emozioni, valorizzando anche quelle negative, come la tristezza. Sono state dette moltissime cose, che in linea di massima condivido in toto. L’unica cosa che non condivido è l’affermazione che ho sentito a più riprese: Inside Out non è un film per bambini, in quanto non sono ancora in grado di comprendere determinati concetti.

E in parte questo è vero: chiedendo a mia figlia cosa avesse capito di questo film, mi ha dato una descrizione fantasiosa e personale che poco aveva a che vedere con la trama reale, tanto da farmi pensare di aver assistito a due film diversi.

Ma è un problema questo?

Quando avevo 15 anni ho letto “Romeo e Giulietta”. Ho apprezzato la storia di questi due innamorati che non riescono a vivere il loro amore per colpa di due famiglie impiccione e litigiose. Ma solo quindici anni dopo, quando ho riletto il libro, sono stato completamente travolto dalla poesia che emana ogni parola, dalla purezza di questo amore, dalla bellezza con cui è tornita ogni frase.

Romeo: Cara, per la venerabile Luna che lassù tinge d’argento quelle cime di alberi, giuro…
Giulietta: Non giurare sulla Luna! Quella bugiarda incostante, che girando cambia faccia ogni mese. Anche il tuo amore così sarebbe variabile.
Romeo: Allora su cosa devo giurare?
Giulietta: Non giurare affatto, o se vuoi giurare giura su te stesso… Che sei il dio della mia adorazione, e io ti crederò.

E siccome solamente a trent’anni sono riuscito a godere della poesia con cui tutto il testo è intessuto, dovrei dire che non è un libro adatto ad un quindicenne?

E siccome a trent’anni ho finalmente goduto della poesia di questo capolavoro, posso dire di aver compreso il fine e il senso ultimo del libro?

Io non credo, e sono convinto che se lo leggerò nuovamente tra 50 anni, quando sarò uno splendido ottantacinquenne avvizzito, non mi troverò tra le mani la stessa storia che lessi quand’ero appena un ragazzo, e neppure quella che mi fece sognare quindici anni dopo, ma mi immergerò in un nuovo mondo, con nuovi significati, nuovi orizzonti da offrirmi, e nuove emozioni su cui rabbrividire.

Per Inside Out si può dire la stessa cosa.

E’ per un bambino un bellissimo film, colorato e divertente, fatto di esserini che vivono nella nostra testa, che fanno cose strampalate strappandoci risate, o facendoci commuovere quando Bing Bong si sacrifica per aiutare Gioia a salvare i ricordi.

E’ per un adulto una legenda sul funzionamento cerebrale, una lezione sull’importanza delle emozioni, anche quelle negative, è un modo per riflettere e pensare alle dinamiche genitori-figli di cui spesso ci dimentichiamo, troppo presi come siamo dai nostri impegni.

Ma la domanda più importante, secondo me, è questa: è importante se i bambini non comprendono ogni sfaccettatura, i significati nascosti, e neppure la morale di questo film?

La risposta è no.

Perchè se Inside Out fosse stato un film comprensibile ai bambini come è comprensibile agli adulti, forse adesso mia figlia conoscerebbe il funzionamento del cervello umano, e pure il ruolo delle emozioni, ma questo le avrebbe impedito di tuffarsi dentro quel mare policromo inventato dalla sua fantasia per dare un senso alla narrazione, facendole perdere anche la possibilità di avere poi un divertente scambio di impressioni e di libere interpretazioni con me, suo padre.

E in un mondo frenetico come quello in cui viviamo, dove le persone non trovano neppure più il tempo per sedersi ad ascoltare i propri figli, un mondo dove la comunicazione è solo un retaggio del passato, un mondo dove è più facile cercare su internet le risposte alle proprie domande, perdere l’occasione per imparare ed insegnarsi reciprocamente qualcosa, sarebbe stata forse la perdita peggiore.

Inside Out per me è questo: un film capace di stimolare la creatività dell’immaginazione, un film che può lasciare aperti tanti punti interrogativi, al punto da costringere queste piccole creature a chiedere spiegazioni ai propri genitori, favorendo così un dialogo costruttivo… beh, credo che questo possa bastare per considerare Inside Out un capolavoro assolutamente perfetto per ogni bambino.


Jacopo Campidori, Psicologo e Psicoterapeuta di orientamento Cognitivo-Costruttivista. E’ nato nel 1978 a Firenze, dove attualmente vive e lavora. Direttore della rivista on-line di Psicologia “GliPsicologi.info“. Pratica la libera professione (terapia individuale con adulti, adolescenti e di coppia) presso il suo studio a Firenze.
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Email: jacopo.campidori@glipsicologi.info

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